Come abbiamo spesso ripetuto, il pianto del bambino è l’unico mezzo di comunicazione tra lui e voi.
Interpretarlo non è sempre facilissimo e questo può farci sentire stressati e incapaci. Sentire un po’ di mancanza di motivazione e di scoraggiamento in seguito ai continui pianti del piccolo, specialmente nei primi mesi di vita, può essere davvero frustrante.
Bisogna capire che l’accudimento primario, quello che riguarda le prime settimane fino al terzo mese, è un lavoro faticoso da un punto di vista fisico e mentale. Per questo non c’è bisogno di sentirsi i peggiori genitori del mondo perché non siete soli.
Basta comprendere che il pianto è il modo in cui il piccolo si fa capire e che, al tempo stesso, la vostra frustrazione contribuirà ad infastidirlo e a farlo sentire a disagio.
Ecco perché, dinanzi a qualsiasi tipo di pianto, non bisogna perdersi d’animo ma osservare con sapienza e capire subito cosa il piccolo ci stia chiedendo.
Come interpretare le possibili ragioni del pianto
Sappiamo che interpretare il pianto, soprattutto nelle fasi di scatti di crescita, può mandare in tilt.
In questo articolo vi spieghiamo in cosa consiste il pianto del piccolo durante il pasto e come eventualmente calmarlo
. Innanzitutto, dobbiamo ragionare sulle cause. Perché il bambino piange mentre mangia? Le motivazioni sono diverse e non poi così gravi.
Chiaramente la persistenza di questi comportamenti va riferita al medico di fiducia senza improvvisazione alcuna. In ogni caso potrebbe verificarsi scarsità o eccessiva quantità di latte, motivo per cui il piccolo si sente infastidito.
Potrebbero esserci disturbi o fastidi alla gola e alla faringe che provocano dolore nella deglutizione. Si potrebbero verificare flatulenze e gas nella pancia, responsabili delle coliche.
Pianti occasionali e pianti costanti
Durante il pianto e la poppata il piccolo ingerisce quantità di aria che gli provocano fastidio all’addome, motivo per cui il ruttino è un gesto importante e fondamentale per scongiurare la comparsa delle dolorose coliche gassose.
Infine, il bebè potrebbe essere semplicemente infastidito da qualcosa che lo circonda come i rumori della stanza, la voce stridula o profonda di persone presenti, il calore eccessivo così come il freddo.
Il piccolo potrebbe non sopportare il pannolino sporco, avere sonno o non avere appetito.
Tutte queste ragioni provocano il pianto del neonato durante la poppata e si verificano o occasionalmente oppure in maniera più costante.
Il vostro dovere sarà quello di provare a cambiare stanza e di eliminare qualsiasi fonte di disagio preoccupi il piccolo. Provate ad aspettare che si calmi e a ricominciare la poppata non appena sarà più sereno.
A volte hanno solo bisogno di sentirsi fasciati e avvolti dalla protezione della mamma per far svanire tutti i disagi.
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