Il pianto del neonato è l’unico mezzo di comunicazione di cui dispone per far capire che ha bisogno di qualcosa.
Questo qualcosa può essere un dolore o un fastidio come anche semplice nervosismo o appetito.
Non bisogna scambiare il pianto del neonato per qualcosa di grave a tutti i costi.
Ciò che è importante per non perdersi d’animo è comprendere che il pianto non è altro che una comunicazione chiara ed efficace di ciò di cui il piccolo ha bisogno.
Basta saperlo ascoltare e interpretare correttamente.
I diversi tipi di pianto
Ci sono diversi tipi di pianto. Alcuni segnalano fastidio ed irritabilità.
Questo pianto può essere associato a scatti di crescita, molto comuni dai primi mesi al primo anno di vita.
Altri pianti, come quelli notturni, possono semplicemente segnalare che il vostro piccolo stia vivendo una fase REM del sonno.
Queste fasi durano poco e non è detto che bisogna per forza intervenire per una serie di ragioni. Disturbare una fase REM, cioè quella di sonno più profondo, può rendere il piccolo irritato e nervoso al risveglio.
La fase di sonno in cui il piccolo piange, sbuffa, si muove e mima le suzioni è un comportamento normalissimo che avviene molto di frequente a notte fonda, tra l’una e le tre, e all’alba, intorno alle cinque.
Se il bambino piange a occhi aperti
A volte sembrerà sveglio ma in realtà sta solo sonnanbulando. Ecco perché non bisogna subito intervenire ma aspettare una decina di minuti che il pianto passi.
Se piange perché vive e sogna profondamente durante una fase REM, non bisogna prenderlo subito in braccio e cullarlo perché potrebbe svegliarsi definitivamente e sentirsi infastidito per molte ore dopo.
Basterà attendere che si calmi e non farsi prendere dall’agitazione.
Chiaramente il pianto, come scritto in precedenza, può avere significati differenti ma, almeno in questo caso, non è necessario essere tempestivi.
Questo eviterà di insegnarli meccanismi di ricompensa che, alla lunga, disturberanno il vostro sonno che è importante tanto quanto il suo.
Alcuni accorgimenti per il pianto nel sonno
Potrebbe essere utile, in questo frangente, far dormire il piccolo nella sua stanza.
Questo vi eviterà di balzare in piedi ad ogni piccolo sospiro e di alzarvi solo quando il pianto forte segnala l’effettiva presenza di un problema.
Il bimbo può piangere nel sonno anche per qualche piccolo fastidio, come il naso chiuso o le coliche gassose.
Nel primo caso è importante che gli si pulisca il naso e che lo si faccia bere un po’, riponendolo con la parte superiore del corpo leggermente sollevata rispetto alle gambe.
Nel secondo caso, massaggi circolatori sul ventre e calore lo aiuteranno a superare la nottata.
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